Un metodo naturale per la cura del disturbo ossessivo compulsivo

UN APPROCCIO NATURALE

E’ ormai noto che i nostri sentimenti, le nostre emozioni sono legate alla presenza di mediatori chimici, alla loro interazione con il nostro sistema nervoso: un loro erroneo funzionamento può essere causa di disturbi psichici, come la depressione, l’ansia e appunto il disturbo ossessivo compulsivo.

Nel caso specifico i mediatori coinvolti sono in particolare il GABA (acido Gamma Ammino Butirrico), la Serotonina, la Noradrenalina: una loro carenza, o difficoltà di legarsi a specifici recettori può determinare ansia (e quindi le varie forme di ansia su citate) e depressione.

Su questi mediatori agiscono i principali farmaci in uso per combattere questi disturbi… ma non molti sanno che anche la dieta e lo stile di vita possono contribuire a riequilibrarne la presenza.

Ad esempio, il fumo di sigaretta stimola la produzione di alcuni ormoni del surrene, tra cui il cortisolo, il quale attiva un’enzima che comporta la riduzione del triptofano cerebrale: il livello di serotonina del cervello dipende proprio dalla presenza di triptofano, aminoacido essenziale che entra nella composizione della molecola di serotonina. Senza triptofano non è possibile la sintesi di serotonina!

Inoltre anche i recettori risultano meno sensibili alla serotonina in seguito ad un aumento di cortisolo… ecco dunque che il fumo rientra tra le concause determinanti ansia e depressione.

Analogo meccanismo è messo in atto dall’eccessivo consumo di alcool e caffè. Inoltre l’alcool induce l’ipoglicemia, cosa che contribuisce ulteriormente a ridurre il livello di serotonina circolante: un calo degli zuccheri comporta una riduzione dei livelli di insulina che, tra le altre cose, migliora il grado di permeabilità del cervello al triptofano.

Calando l’insulina, cala il triptofano e di conseguenza la serotonina.

Anche la carenza di alcuni nutrienti, vitamine in particolare, può alterare la funzione cerebrale, inducendo ansietà, depressione ed altri disordini mentali…. Ciò di cui ci nutriamo, in pratica, influisce sulle nostre percezioni, sui nostri comportamenti, sulle nostre emozioni: una alimentazione corretta può rappresentare quindi un valido aiuto nel contrastare il disturbo ossessivo compulsivo, così come altre forme di ansia o la depressione.

Se ci rendiamo conto di essere vittima di uno di questi 4 disturbi, possiamo cominciare a lavorare su noi stessi, a partire dall’alimentazione dunque: una dieta sana, equilibrata, a base di cibi naturali, semplici, come verdura (soprattutto pomodori e melanzane), cereali, legumi, semi, frutta (in particolare avocado, ananas, arachidi, banane, kiwi, noci, prugne), pesce azzurro.

Le fibre consentono di mantenere costante il livello di glicemia riducendo il rischio di sbalzi glicemici cui si va incontro assumendo zuccheri semplici e a rapido assorbimento.

La sana abitudine di ridurre se non eliminare il consumo di caffè, di alcool, di sigarette, ci consente di assicurarci un giusto apporto di vitamine e sali minerali.

Cereali integrali, lievito di birra alimentare sono ricchi di vitamine del gruppo B, che normalmente risultano ridotti nei soggetti con problemi di ansia o depressione.

Anche gli omega 3 risultano particolarmente importanti nella normale interazione dei neurotrasmettitori con i loro recettori: gli omega 3 consentono di ridurre la presenza di acidi grassi saturi, rendendo le membrane cellulari meno rigide, più fluide. Influiscono così direttamente sul legame dei neurotrasmettitori e la conseguente trasmissione dei segnali, nonché sulla capacità di assorbire serotonina ed altri mediatori chimici come il GABA.

Bene quindi assumere pesce, in particolare il pesce azzurro, ed integrare acidi grassi insaturi con un cucchiaio al giorno di olio di semi di lino ed uno di olio di germe di grano, semi di sesamo o di girasole.

Per quanto riguarda il pesce bisogna però fare una precisazione. Una volta si usava dire che mangiare pesce faceva bene alla memoria, per via del suo presunto contenuto in fosforo. Un mito, questo, che è stato più volte sfatato.

È stato infatti appurato che nonostante il pesce contenga del fosforo, lo si trova in quantità a volte maggiori anche in altri tipi di alimenti come, per esempio, la crusca di grano. Il fosforo poi non è così collegato alla memoria, ma in realtà fa bene a denti e ossa.
Infine non è da dimenticare che il possibile contenuto di mercurio lo rende, ahimè, un alimento potenzialmente dannoso. Il mercurio, infatti, è un metallo tossico.
Ma, nonostante il fosforo in realtà non aiuti la memoria e il mercurio avveleni, forse c’è ancora una speranza: riuscire a trovare del pesce non inquinato e fruire dei vantaggi per il sistema nervoso degli gli acidi grassi omega-3, e che quest’ultimi svolgano un ruolo significativo nel migliorare le funzioni del sistema nervoso lo sostiene uno studio recentemente condotto dai ricercatori del Laboratorio di Membrana Biochimica e Biofisica di presso l’Istituto Nazionale sull’abuso di alcool e alcolismo di Bethesda nel Maryland (Usa).  Non il fosforo, quindi, per il cervello ma gli omega-3 e, nella fattispecie, l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA).
I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver constatato per prima cosa che nelle persone affette da schizofrenia, disturbi ossessivi-compulsivi e bipolari, iperattività e deficit di attenzione, morbo di Huntington e altre afflizioni del sistema nervoso si presentavano bassi livelli di acidi grassi omega-3.

Da questa constatazione hanno condotto uno studio su modello animale per valutare l’impatto di EPA e DHA sul sistema nervoso. Per il test sono stati utilizzati quattro gruppi di topi femmina incinta. A queste, e quindi anche alla prole, sono state fatte seguire quattro differenti diete, di cui tre diversi livelli di acidi grassi omega-3 e, per il gruppo di controllo, una dieta normale senza omega3.
Una volta nati, i topolini sono stati sottoposti a un test standard per valutare la risposta del sistema nervoso, cioè esponendo i topi a un forte e improvviso rumore. Come normalmente avviene, la reazione è quella di tirarsi indietro in opposizione alla presunta sorgente del rumore. Tuttavia, se questo rumore è preceduto da un rumore più lieve e questo viene interpretato come un segnale che precede il rumore forte, allora la risposta è meno accentuata.

Nei topi nutriti con l’integrazione di omega-3 EPA e DHA, questo tipo di risposta, cioè lo scattare di fronte a un rumore improvviso, è maggiormente pacata e calma, dimostrando una migliore capacità adattiva del sistema nervoso nei confronti del sovraccarico sensoriale.

 

Restando in termini di integrazione, è importante sapere che nel The, o meglio nella pianta di Camelia sinensis, da cui originano tutte le varietà di the note, è presente nelle radici una molecola, la L- teatina, un derivato naturale dell’amminoacido acido L-glutammico, e che rappresenta un precursore del GABA. Una regolare assunzione di the, o meglio ancora l’estratto secco titolato di Camelia sinensis può rappresentare quindi un aiuto nella lotta all’ansia, al disturbo ossessivo compulsivo.

L’iperico, ormai felicemente noto per le sue proprietà antidepressive, grazie al suo fitocomplesso, formato tra l’altro da ipericina e iperforina, risulta utile anche nel contrastare l’ansia: queste due molecole, infatti sono inibitori dell’assorbimento di serotonina, dopamina, noradrenalina, GABA e acido glutammico all’interno delle cellule nervose, aumentando così il livello di tali neurotrasmettitori circolanti, rendendoli di conseguenza più disponibili per i recettori nervosi!

Se riscontriamo in noi i sintomi di un disturbo compulsivo ossessivo, o anche di altre forme di ansia e di depressione, proviamo a migliorare il nostro stile di vita, e la nostra alimentazione. Proviamo ad introdurre nelle nostre abitudini l’uso di integratori quali l’olio di semi di lino, il the verde, l’iperico.

E proviamo a consultare uno psicologo disposto ad assisterci in una terapia comportamentale… magari riusciremo ad affrontare il disturbo senza la necessità di ricorrere all’uso di psicofarmaci.

(maggiori informazioni all’interno dell’ebook)

I Commenti sono chiusi