Archivio di gennaio 2011

Utilità della distrazione nella cura del disturbo ossessivo compulsivo

La distrazione funziona molto bene per molti casi di ansia, fobia, paura, attacchi di panico, dipende dal tipo di distrazione. Se sei distratto abbastanza bene, non hai tempo per pensare al tuo doc ed ai pensieri di paura e di ansia. Comunque, dobbiamo fare una importante distinzione in termini di distrazione. C’è ne sono di due tipi, la distrazione globale e la distrazione concreta  .
 
 La  distrazione concreta  è quando tu ti distrai facendo un’altra attività, spostando la tua mente su qualcos’altro. Per esempio fare qualsiasi di creativo, un hobby, guardare un film, andare fuori con gli amici, fare conversazione, cucinare, giocare ai video games o ascoltare musica , ecc.
 
La distrazione globale è quando distrai te stesso in un senso più globale, per esempio quando crei qualcosa nella tua vita che ti distrae abbastanza. Esempi trovare un nuovo amore ; cambiare lavoro;  avviare una attivita commerciale che ti affascina ;viaggiare; traslocare e stabilirsi in un posto nuovo, appartamento o città, provincia, stato, regione; cambiare anche mansioni all’interno dello stesso lavoro. E’ una distrazione che accade su una scala più globale e che ti mette in grado di rompere le vecchie abitudine legate al doc facilmente (spesso perché sei costretto ad infrangerle e perché tu sei troppo occupato con le nuove attività).
 
La distrazione concreta funziona meglio per certi tipi di doc, come il doc puro, da controllo, da conteggio. Non sempre funzione bene per il doc da contaminazione, perché per fare questa distrazione tu probabilmente spesso dovresti fare prima una compulsione (evitare per esempio la contaminazione incrociata). La distrazione globale sembra funzionare un po’ meglio nel doc da contaminazione.
 
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Accogli il tuo doc e la tua ansia positivamente, vedila come una opportunità

Abbraccia il tuo doc e/o la tua ansia come una opportunità. Come una occasione che ti viene data per crescere ed imparare, per svegliarti, invece di condannarla ed avere risentimento per il fatto di averla. Il tuo doc si rileva sempre per un motivo, vale a dire per mandarti un messaggio. Se tu riconosci questo, sei veramente sulla buona strada. Molto probabilmente non capirai subito che cosa il messaggio ti voglia dire. Ma con il tempo ed con un esame profondo del tuo io lo capirai. La paura e l’ansia che il doc sta trasmettendo è un messaggio difficile o nascosto, altrimenti la paura ti metterà in una situazione reale pericolosa. In quel caso il messaggio è chiaro, evita il pericolo. Nel caso del doc, potresti anche dire che il messaggio è chiaro, evita il “pericolo esagerato”, ma nel doc c’è un messaggio più profondo, è principalmente è un messaggio del subconscio.
 
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Libro ” Come guarire dal disturbo ossessivo compulsivo” in formato ebook

Questo libro si rivolge a tutti coloro che affrontano in maniera esasperata le piccole irrazionalità della vita. Persone che soffrono terribilmente senza riuscire a trovare un rimedio e soprattutto senza capirne il perché.

Questo libro è per loro, per i loro familiari e amici, nella speranza di risolvere un problema tanto penoso o quantomeno di mostrare che, per quanto possa loro sembrare strano, esiste una via d’uscita, sempre.

Il metodo qui proposto permette a chiunque di modificare il funzionamento del proprio cervello, e vi verrà descritto in modo chiaro per darvi la possibilità di applicarlo facilmente  a voi stessi.

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Un metodo naturale per la cura del disturbo ossessivo compulsivo

UN APPROCCIO NATURALE

E’ ormai noto che i nostri sentimenti, le nostre emozioni sono legate alla presenza di mediatori chimici, alla loro interazione con il nostro sistema nervoso: un loro erroneo funzionamento può essere causa di disturbi psichici, come la depressione, l’ansia e appunto il disturbo ossessivo compulsivo.

Nel caso specifico i mediatori coinvolti sono in particolare il GABA (acido Gamma Ammino Butirrico), la Serotonina, la Noradrenalina: una loro carenza, o difficoltà di legarsi a specifici recettori può determinare ansia (e quindi le varie forme di ansia su citate) e depressione.

Su questi mediatori agiscono i principali farmaci in uso per combattere questi disturbi… ma non molti sanno che anche la dieta e lo stile di vita possono contribuire a riequilibrarne la presenza.

Ad esempio, il fumo di sigaretta stimola la produzione di alcuni ormoni del surrene, tra cui il cortisolo, il quale attiva un’enzima che comporta la riduzione del triptofano cerebrale: il livello di serotonina del cervello dipende proprio dalla presenza di triptofano, aminoacido essenziale che entra nella composizione della molecola di serotonina. Senza triptofano non è possibile la sintesi di serotonina!

Inoltre anche i recettori risultano meno sensibili alla serotonina in seguito ad un aumento di cortisolo… ecco dunque che il fumo rientra tra le concause determinanti ansia e depressione.

Analogo meccanismo è messo in atto dall’eccessivo consumo di alcool e caffè. Inoltre l’alcool induce l’ipoglicemia, cosa che contribuisce ulteriormente a ridurre il livello di serotonina circolante: un calo degli zuccheri comporta una riduzione dei livelli di insulina che, tra le altre cose, migliora il grado di permeabilità del cervello al triptofano.

Calando l’insulina, cala il triptofano e di conseguenza la serotonina.

Anche la carenza di alcuni nutrienti, vitamine in particolare, può alterare la funzione cerebrale, inducendo ansietà, depressione ed altri disordini mentali…. Ciò di cui ci nutriamo, in pratica, influisce sulle nostre percezioni, sui nostri comportamenti, sulle nostre emozioni: una alimentazione corretta può rappresentare quindi un valido aiuto nel contrastare il disturbo ossessivo compulsivo, così come altre forme di ansia o la depressione.

Se ci rendiamo conto di essere vittima di uno di questi 4 disturbi, possiamo cominciare a lavorare su noi stessi, a partire dall’alimentazione dunque: una dieta sana, equilibrata, a base di cibi naturali, semplici, come verdura (soprattutto pomodori e melanzane), cereali, legumi, semi, frutta (in particolare avocado, ananas, arachidi, banane, kiwi, noci, prugne), pesce azzurro.

Le fibre consentono di mantenere costante il livello di glicemia riducendo il rischio di sbalzi glicemici cui si va incontro assumendo zuccheri semplici e a rapido assorbimento.

La sana abitudine di ridurre se non eliminare il consumo di caffè, di alcool, di sigarette, ci consente di assicurarci un giusto apporto di vitamine e sali minerali.

Cereali integrali, lievito di birra alimentare sono ricchi di vitamine del gruppo B, che normalmente risultano ridotti nei soggetti con problemi di ansia o depressione.

Anche gli omega 3 risultano particolarmente importanti nella normale interazione dei neurotrasmettitori con i loro recettori: gli omega 3 consentono di ridurre la presenza di acidi grassi saturi, rendendo le membrane cellulari meno rigide, più fluide. Influiscono così direttamente sul legame dei neurotrasmettitori e la conseguente trasmissione dei segnali, nonché sulla capacità di assorbire serotonina ed altri mediatori chimici come il GABA.

Bene quindi assumere pesce, in particolare il pesce azzurro, ed integrare acidi grassi insaturi con un cucchiaio al giorno di olio di semi di lino ed uno di olio di germe di grano, semi di sesamo o di girasole.

Per quanto riguarda il pesce bisogna però fare una precisazione. Una volta si usava dire che mangiare pesce faceva bene alla memoria, per via del suo presunto contenuto in fosforo. Un mito, questo, che è stato più volte sfatato.

È stato infatti appurato che nonostante il pesce contenga del fosforo, lo si trova in quantità a volte maggiori anche in altri tipi di alimenti come, per esempio, la crusca di grano. Il fosforo poi non è così collegato alla memoria, ma in realtà fa bene a denti e ossa.
Infine non è da dimenticare che il possibile contenuto di mercurio lo rende, ahimè, un alimento potenzialmente dannoso. Il mercurio, infatti, è un metallo tossico.
Ma, nonostante il fosforo in realtà non aiuti la memoria e il mercurio avveleni, forse c’è ancora una speranza: riuscire a trovare del pesce non inquinato e fruire dei vantaggi per il sistema nervoso degli gli acidi grassi omega-3, e che quest’ultimi svolgano un ruolo significativo nel migliorare le funzioni del sistema nervoso lo sostiene uno studio recentemente condotto dai ricercatori del Laboratorio di Membrana Biochimica e Biofisica di presso l’Istituto Nazionale sull’abuso di alcool e alcolismo di Bethesda nel Maryland (Usa).  Non il fosforo, quindi, per il cervello ma gli omega-3 e, nella fattispecie, l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA).
I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver constatato per prima cosa che nelle persone affette da schizofrenia, disturbi ossessivi-compulsivi e bipolari, iperattività e deficit di attenzione, morbo di Huntington e altre afflizioni del sistema nervoso si presentavano bassi livelli di acidi grassi omega-3.

Da questa constatazione hanno condotto uno studio su modello animale per valutare l’impatto di EPA e DHA sul sistema nervoso. Per il test sono stati utilizzati quattro gruppi di topi femmina incinta. A queste, e quindi anche alla prole, sono state fatte seguire quattro differenti diete, di cui tre diversi livelli di acidi grassi omega-3 e, per il gruppo di controllo, una dieta normale senza omega3.
Una volta nati, i topolini sono stati sottoposti a un test standard per valutare la risposta del sistema nervoso, cioè esponendo i topi a un forte e improvviso rumore. Come normalmente avviene, la reazione è quella di tirarsi indietro in opposizione alla presunta sorgente del rumore. Tuttavia, se questo rumore è preceduto da un rumore più lieve e questo viene interpretato come un segnale che precede il rumore forte, allora la risposta è meno accentuata.

Nei topi nutriti con l’integrazione di omega-3 EPA e DHA, questo tipo di risposta, cioè lo scattare di fronte a un rumore improvviso, è maggiormente pacata e calma, dimostrando una migliore capacità adattiva del sistema nervoso nei confronti del sovraccarico sensoriale.

 

Restando in termini di integrazione, è importante sapere che nel The, o meglio nella pianta di Camelia sinensis, da cui originano tutte le varietà di the note, è presente nelle radici una molecola, la L- teatina, un derivato naturale dell’amminoacido acido L-glutammico, e che rappresenta un precursore del GABA. Una regolare assunzione di the, o meglio ancora l’estratto secco titolato di Camelia sinensis può rappresentare quindi un aiuto nella lotta all’ansia, al disturbo ossessivo compulsivo.

L’iperico, ormai felicemente noto per le sue proprietà antidepressive, grazie al suo fitocomplesso, formato tra l’altro da ipericina e iperforina, risulta utile anche nel contrastare l’ansia: queste due molecole, infatti sono inibitori dell’assorbimento di serotonina, dopamina, noradrenalina, GABA e acido glutammico all’interno delle cellule nervose, aumentando così il livello di tali neurotrasmettitori circolanti, rendendoli di conseguenza più disponibili per i recettori nervosi!

Se riscontriamo in noi i sintomi di un disturbo compulsivo ossessivo, o anche di altre forme di ansia e di depressione, proviamo a migliorare il nostro stile di vita, e la nostra alimentazione. Proviamo ad introdurre nelle nostre abitudini l’uso di integratori quali l’olio di semi di lino, il the verde, l’iperico.

E proviamo a consultare uno psicologo disposto ad assisterci in una terapia comportamentale… magari riusciremo ad affrontare il disturbo senza la necessità di ricorrere all’uso di psicofarmaci.

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Il rilassamento muscolare progressivo

Il rilassamento muscolare progressivo è una tecnica che utilizza la distensione dei muscoli scheletrici:
per effetto della volontaria tensione con successiva distensione di particolari muscoli, si ottiene per contrasto un’immediata sensazione di rilassamento, percepito come pesantezza, calore, formicolio, calma o sonnolenza. Ciò significa che si rilassano muscoli, nervi e vasi.

La sensazione di pesantezza si percepisce quando c’è un rilassamento profondo dei muscoli; quella di calore o formicolio quando si rilassano i vasi, con il conseguente aumento del flusso sanguigno.
Pace e calma interiore si ottengono quando il rilassamento si diffonde al sistema nervoso.

La sonnolenza appare quando il rilassamento è profondo e coinvolge tutta la persona.

Queste sensazioni compaiono subito o dopo alcuni minuti per effetto del contrasto di tensione-distensione muscolare.

Dopo un po’ di  settimane di allenamento si sarà facilmente in grado di rilevare uno stato di tensione, localizzarlo, aumentarlo per pochi secondi, per poi scioglierlo immediatamente dopo.

È per questo che, grazie a questa semplice tecnica, si ottiene un reale controllo sulle tensioni.

Per questo motivo il RMP  si rivela molto utile nel disturbo ossessivo compulsivo.

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Metodo breve per l’arresto del pensiero ossessivo

La procedura di arresto del pensiero è abbastanza semplice ed inizia chiedendo al soggetto di chiudere gli occhi e di pensare deliberatamente, ad alta voce o meno, alle sue idee riccorenti ed ansiogene. Se i pensieri indesiderati non vengono espressi ad alta voce, si chiede al soggetto di indicare al terapeuta, mediante un segnale convenuto, il momento in cui tali pensieri incominciano a presentarsi.

All’apparire del segnale o quando il paziente incominci a verbalizzare una delle sue idee ossessive, il terapeuta grida “Stop” a voce alta.

Questo produce generalmente un sussulto del soggetto e le sue rimuginazioni vengono momentaneamente interrotte; la stessa seguenza viene ripetuta diverse volte ed il cliente viene addestrato gradualmente a dire a se stesso, dapprima ad alta voce poi solo nel pensiero la parola “Stop”.

Il trattamento vero e proprio, puo essere suddiviso in 4 parti :

  • 1) il soggetto verbalizza i propri pensieri ed il terapeuta li interrompe  con uno “Stop” ad alta voce .
  • 2) il soggetto verbalizza subvocalmente (cioè mentalmente) i propri pensieri e segnala l’inizio della sequenza al terapeuta; questi immediatamente la interrompe con uno “Stop”.
  • 3) il soggetto verbalizza subvocalmente i propri pensieri  disturbanti che poi interrompe da solo, con uno “Stop” ad alta voce.
  • 4) il soggetto verbalizza internamente sia la sequenza dei pensieri disturbanti, sia lo “Stop” che la interrompe.

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Salve a tutti ! e benvenuti nel mio sito

Salve a tutti  ! e benvenuti nel mio sito

So perfettamente cosa significa avere il DOC perché per circa 25 anni ho sofferto terribilmente di  questa invalidante e spesso poco conosciuta patologia.  Scrivo “ ho sofferto” , perché  da circa tre anni sono finalmente riuscito a sconfiggere questo terribile disturbo ( la mia ansia è tornata  a livelli fisiologici , cioè la normalissima ansia che tutti noi proviamo in situazioni di pericolo o  prestazioni sociali, utilissima perche   serve a migliorare le nostre prestazioni e mantenere lo stato di allerta).

Nel corso degli anni mi sono fatto visitare da decine tra i migliori psichiatri e psicologi , ma nessuno di questi, pur avendo qualche miglioramento, è riuscito a curare in modo completo il mio problema. Ho provato terapie alternative come l’agopuntura, l’omeopatia, lo yoga, ecc. ma purtroppo neanche queste mi hanno aiutato molto.

Nel passato i sofferenti di DOC molto difficilmente avevano accesso a tutte le informazioni sul loro disordine. E’ molti trovavano (ed ancora oggi trovano), moltissimo imbarazzo e vergogna nel cercare aiuto medico e psicologico per questo problema. Secondo le statistiche il malato di DOC  passa dall’inizio della sua malattia più di nove anni nella ricerca di una cura corretta, e a avuto da tre a quattro diagnosi diverse prima di ottenere la diagnosi giusta !

Ben nove anni della propria vita per cercare aiuto e trovare la diagnosi e la cura giusta ! un inutile perdita di tempo, è troppo !

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Consigli per i famigliari di un sofferente del disturbo ossessivo compulsivo

Ecco alcuni consigli che possono essere utili per gestire le emozioni derivanti dalla presenza del DOC in famiglia e per aiutare la persona affetta da tale disturbo …

Come relazionarsi con i membri della famiglia affetti da DOC

Impara più che puoi del DOC e del suo trattamento. Essere informato ti aiuterà a comprendere la malattia ed aiutare la persona affetta a realizzare dei cambiamenti.
Guarda i comportamenti dovuti al DOC come dei sintomi, e non come difetti caratteriali. Ricorda che la persona affetta da DOC ha una malattia, ma che è comunque sana e capace in molte altre cose. Focalizzati su tutta la persona, non solo sui sintomi.
Non permettere al DOC di prendere possesso della vita familiare. Cerca il più possibile di ridurre lo stress e di mantenere il normale stile di vita familiare.
Non partecipare ad i rituali della persona affetta da DOC. Se hai aiutato in questi rituali in passato, può richiedere tempo e pratica modificare questa abitudine. Affinché le persone affette da DOC facciano progressi, i membri della famiglia e gli amici devono resistere e non aiutarlo a mettere in atto i rituali. Sostenerli, incluse le continue rassicurazioni, intralciano con i progressi.
Comunica in modo positivo, diretto e chiaro. Piuttosto che criticare la persona affetta da DOC per comportamenti presenti o passati, digli cosa vuoi che avvenga. Evitare critiche personali aiuta la persona affetta da DOC a sentirsi accettata mentre cerca di mettere in atto i difficili cambiamenti richiesti.
Matieni la calma. Non arrabbiarsi aiuta a mantenere una buona atmosfera.
Ricorda che la vita è una maratona, non uno scatto. I cambiamenti avvengono nel lungo tempo. Ci possono anche essere periodi nei quali non avviene nessun cambiamento. Applaudi i progressi quando avvengono e fornisci incoraggiamento nei momenti più bui. Il tuo sostegno porterà benefici alla persona affetta da DOC.
Mischia umoriscmo e cure. Dare sostegno non vuol dire essere sempre sei. Le persone con DOC sanno quanto siano assurde le loro paure. Spesso possono vedere il lato divertente dei sintomi quanto l’umorismo non è irrispettoso. I membri della famiglia possono utilizzare l’umorismo per aiutare la persona affetta da DOC a distaccarsi dai sintomi. Ci sono anche persone che non si rendono conto dell’assurdità delle loro ossessioni e di questo parleremo in seguito.

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Ora non devi più aspettare nove anni per curarti e guarire definitivamente dal DOC !

Io personalmente ho iniziato ha comprare centinaia di libri (moltissimi in inglese) scritti da esperti della materia o da persone che hanno vissuto in prima persona questa penosa esperienza, riviste scientifiche, siti internet (molti in inglese), trascorrendo moltissime ore tutti i giorni nel loro consulto, nell’affannosa ricerca di una cura veramente valida per i miei problemi.
Dopo circa 10 anni di ricerche sono riuscito finalmente a trovare un metodo per curare facilmente il mio DOC senza alcun tipo di medicinale.

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Sono riuscito a comprendere cosa non andava, e come risolverlo!

Ho trascorso più di un anno nello scrivere questo mio libro, in cui spiego nei minimi particolari questo metodo.

Chiunque finalmente può accedere velocemente e facilmente a queste informazioni .

La chiave per fermare questo disordine è quello di utilizzare una tecnica unica ed efficace per eliminare il circolo vizioso del DOC.

Ci sono vari metodi di rilassamento che possono aiutare a calmare i nervi, ma questi metodi non curano i disturbi d’ansia, e tra questi il DOC.

La tecnica che spiegherò in questo libro andrà direttamente alla radice del problema e lo risolverà definitivamente.

Anche se i miei studi si sono indirizzati principalmente verso l’ipnosi e la PNL (programmazione neuro-linguistica), questo metodo non si base solo su queste metodologie (anche se alcuni elementi del metodo hanno una base in comune) ma è un metodo veramente efficace ed in forma compatta che rappresenta il summa delle mie lunghissime ricerche.

Spesso il DOC si accompagna ad altri disturbi psicologici come : fobia sociale , depressione, attacchi di panico, fobie, bassa autostima, insonnia, ecc.

Con il mio metodo riuscirai a superare anche questi problemi.

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